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video art, video comunication

La pace nel volto- Nella dimora si accumulano le voci. Menti eccitate distraggono le correnti, assottigliano la luce, realizzano stelle di un cosmo privo di qualità. Eppure presenze benefiche molto attive smuovono ovunque i fondali dei corpi, i tessuti si mescolano con le luci nascenti sì da illuminare anche l'interno della dimora sconnessa. Nel pomeriggio il sole diventa torrido, le gambe appesantite cessano la corsa, il mare trascina i vortici con precisione evanescente, la sofferenza risiede negli occhi di chi è si fermato a guardare. Le tracce utili precedono, risuonano nel petto, danno alla luce gemme celestiali già nate da sempre, la corrente trascina, ma è spenta, inerte, guarda il cuore staccarsi dai rami, lascia la pelle avvolgere l'invisibile. Nella notte le forme si spengono nella vita, il pulsare abbraccia i volti, gli occhi diventano braci dall'odore di pane, amore insensato strappa la percezione del proprio corpo, fremendo per la libertà affonda, non visto. Nel sole più intenso ed affettuoso anche le parole semplici, ti amo ti amo ti amo…., si frammentano, cadono volentieri nello humus tremendamente urbano del bosco qui accanto. Fra mucchi di diossina e arsenici vari, correnti di vita scorrono indisturbate, la pace non turba il caos, il caos comprende e tace. La libertà delle membra attira il vento, canta incessante il richiamo, il cuore viene bloccato, giunge un altro cuore, le visioni assorbono le notti mentre il piede affonda correndo, ancor si vaporizza lo humus velenoso, luci torbide si mostrano ospitali, la neve gela fra le dita, i campi fioriscono, anatre impazzite scavalcano con un sol balzo gli orizzonti. Le membra avvolgono cavità invisibili, grotte piena di vita, aria abissale pulsante, il cosmo compresso, amato, gestante. Fra le membra rotola il calore stretto a se stesso in una palla di implosione, essuda il cielo, assorbe se stesso espande un unico collasso, denso e meraviglioso. La spiaggia si piega, aderisce alla pelle, la ricopre di gemme mobili, brulichii di lumi sollevano l'interno tra immagini termali, le immagini si spengono nella risalita, l'odore del mattino comincia a pulsare, abbandona i corpi, diventa presente qua, sulla riva del lago affondato nella nebbia invernale, dove il vento piega le canne rotte dal gelo, la polvere non riesce a staccarsi dal suolo, sullo scoglio s'increspa la luna, affonda fra le betulle. La brezza soffia all'interno. Gli occhi si riassorbono, il pulsare unisce. La presenza si manifesta sempre altrove, insieme, unite e inesistenti. Le emozioni trasportano nel flusso l'intento di disciogliere l'involucro, mani traspaiono in pressioni volatili, il cuore dona, accetta , dischiude l'incedere emotivo, discioglie, lui stesso non è presente che in unioni non presenti, il fluire precede il fluire, gli oceani si arrotolano in una posizione solida, invisibile, più tenace di un arresto. Gli alberi del frutteto. La cenere nel caminetto. Le pentole incrostate dalla fuliggine. Il legno lievemente marcito della catasta, le pietre del lavabo, farinose, sonore. Le acacie della discesa verso il mare, le buche dei carciofi ora in fiore, le impronte dei daini, ciuffi di pelo sospesi tra i rovi, l'aria fredda discende dalle montagne, la nebbia solleva gli animali, sentieri polverosi esposti a ovest dove il vento è sempre presente, fiori secchi e spezzati.

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Title:"short_yoga", video-comunication,free video art, 10 February 2013,duration:0:00:17,file wmv.size 2 MB, streaming 1000

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