My videos, images, musics and others, that can be seen and freely downloaded by anybody from this web-site, may be considered "alternative"mainly because nobody has to pay to get them. I won't say anything about my own idea of video-art, images or art itself, because I hope my works are able to give enough informations about it. No explanations are needed.. Each video you can see in this web-site is part of a longer video I have produced and converted into MPEG2 for DVD. I only want to do one general statement: I use internet comunication because I believe that it has become a comunication instrument just as independent as cinema, TV or visual arts. My name is Virginio Sparavigna. I live in Italy.

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Messaggi- Il calore scioglie gli edifici. Il perimetro della giostra gocciola, il gelo abbondona le rive dei fiumi. La corsa prende il sopravvento, trepide membra affondano nelle pozze d’acqua, la vita pulsa fangosa e libera, la terra stria i polpacci, polvere essiccata sul viso, labbra sprofondate nelle radici, umidi alberi avvinghiati alle carni, la maglia si sfalda, la peluria è travolta dal tuo sudore, le anche spalancano il cielo, non ti sei mai allontanata dall’abbraccio, le giunture sonore allietate dai messaggi. Il vento coagula una presenza. Mi affretto, voglio guardarti mentre la vita ci cancella. La tua presenza mi attraversa senza sforzo, le membrane lacustri non ostacolano il pulsare dei tuoi cuori, l’erba profonda succhia il mio sangue, cerca rifugio nei tuoi doni, liscia il manto di marmo alle mie spalle. Nel mangiare le stelle ti ho provocato. La luce sventola indebolita dal tuo sorriso, le prede scappano eccitate nell’estasi, risalgono fra le mie gambe, forzano il nido, avvolte dal mio ventre finalmente sbocciato oltre la tua passione, rumoroso, rissoso, indeciso, il tuo corpo rinasce nella mia eccitazione, il cuore salito nelle pieghe del sole, piove il dolore della mia schiena anfibia, il volto pieno di spazio. I tuoi doni sfuggono. Il palazzo apre molte bocche per addensare la mia vita. Le incrostazioni del lago affollano le scalinate immerse dalla marea, il giardino risplende nelle infinite stanze, i miei corpi si deformano nelle luci non ostacolate sprigionate dalle pareti inesistenti. Il palazzo pulsa la nascita, determina l’amore del mio ventre, ora la corsa imprigiona il legno fra le stelle, non avverto alcun peso, non esisto, il perimetro della mente si è consumato nelle fontane assordanti, i richiami si disperdono nel silenzio della campagna, mi sembra terra, mi sembra il tuo amore, il sangue non unisce, allaga. Ansimare- Il sole è tramontato. Finalmente la natura risplende senza sforzo. La tua anima aspira il paesaggio, rigida anima inerte, pronta, sovrasta il cielo, mani ardenti, la marea copre il sangue, i cespugli ansimano. è il petto, il cuore, è una casa. E’ la distruzione. Gioco nell’inferno, cresco nel vento, la gioia disperde ogni sentiero, ogni gioia. Il sole ignora le anime, mangia il cuore, freme, strappa le cime. La neve appoggia il suo fiato nel ventre. Cala nella boscaglia, ressa nel fiume, eccitazione, toccami. Il calore sostiene il paesaggio, esplode nella fronte. Abbraccio. La distanza avvolge i tuoi volti. Le labbra incidono la nebbia. Platani bruciati abitano nel cuori, al sicuro. Amministrano il cielo, mi donano l’anima. Sollievo- Il cuore circonda la casa in cui sprofonda. L’appoggio è nel tuo corpo, nel tuo cielo. Nel silenzio rilascio le membra, uniti, sorpresi. Il fiume termina nel coro. La montagna espande le voragini, la terra palpita umida, libera il tempo, prende il contatto lontano, fra i cuori immersi, germoglia nella palude, il mio ventre abbraccia l’aria, morso dalla fiamme, luci dilatate consumano le branchie. Ti ospito, il sottobosco è schiacciato dalla mandria, lingue affollate rotolano lungo la pelle. Il fuoco ara la terra. Ti abbraccio nel tuo eterno sonno, lambisci le onde con amore dolente, non ti voltare, ti amerò sempre e sempre ti renderò libero. Uno sguardo di porpora e di amore adorna il nostro segreto, la luce volteggia. Il sole devia nella luna, la luce dissipa le forme, teme, la tua assenza avvicina. La stanza ruota, incide nella pelle il confine dell’amore. L’aria cancella la persistenza della vita. Il cielo arriccia il suo volume, fluttua, ingoia se stesso, rotola tra le fronde nella tempesta, la luce tace, il petto chiude la vie. Non serve alcun aiuto. Lascio sommergere la foresta, incrostare i cuori, essiccare le valli. L’amore era l’ultimo atto della memoria. Non temo. L’innocenza distrugge l’esistenza, è incurante d’ogni promessa. L’intimità diffonde la tua solitudine. Sollevo il torrente. Terra silenziosa-La danza solleva la neve solare, disperde la luce, penetra nelle morbide crepe della terra. Canti inudibili avvolgono i cuori con suoni d’amore. La visione interrompe la vita, scioglie il peso insopportabile, consegna il destino ai colpevoli. Il giardino ruota dolcemente, emette pressioni intessute di una vita sensibile ed ignota, desiderata dal cuore, colta con l’innocenza di chi ha vinto la scelta. Lembi di valli incolte producono il cielo disciolto in volumi di luci radenti. Gli alberi salutano il nulla, nei vortici salgono e ruotano radici lacustri. Ogni corteccia attrae le proprie squame, onde chimiche rotolano nelle siepi. La terra costruisce il suo nido nel fitto della vegetazione, respira immersa in torrenti impetuosi di clorofilla, le rocce fioriscono, pulsano armoniche nel vento. Un lampo. Il canto mi precede. La neve scorre nella lontananza del silenzio. La mia folla ne riconosce il valore, lascia salpare le correnti verso certi prodigi. Ascoltare avvolti nel cuore. La luce catturata dalle forme sciaborda lungo la riva diluita nei riflessi, tremante, con lampi improvvisi espande l’orizzonte oltre il proprio corpo, cade in una quiete immobile affollata da tessuti vegetali. Slancio- Il fiume risplende nelle piogge lagunari. Torrenti di luce risalgono i cieli, le membra dei corpi avvolgono la terra, il fiume emerge nell’aria, l’abbraccio conduce nel mio petto, nei tuoi canti. Sorrisi lacustri, siepi innevate, il frastuono del vento spinge la cascata nel cuore, rapide ghiacciate assorbono le luci, sul fondo pulsante la pelle si fa morbida, guancia maculata, lacrime, gioia. Il vento è fermo nel cuore dell’albero, la foresta prosegue il tragitto del fiume, nella sabbia, tra i deserti, nel folto delle anime, la foresta degli spiriti dissolve nell’aria, colma l’entusiasmo, la corrente risale dissipando nel suono, poi le mani si ritraggono, il cuore batte, cattura i giorni tra la folla degli animali, sabbia incolore galleggia nei tuoi vortici. Foglie- La luce straripa dal lago, avvolge gli alberi, i fiori, le cortecce, cade nelle nuvole, affiora negli occhi. Incontra la pressione del tue mani, mi accoglie con sicurezza. Tra le foglie si annida, attende la tempesta . Cuore- Il suono è la foresta, è un’offerta della natura, il dono della vita che scuote la pioggia. L’inverno mi abbraccia, lascia scivolare nella brezza, gioco di acqua sospinta tra le chiazze ghiacciate, arrotolate tra gli arbusti fluorescenti.. La danza riprende il mio tragitto, la tua luce mi sparpaglia tra nuvole tubolari, agili velature scorrono nella pelle, dei cieli, del tempo, del canto, fino al luogo in cui la terra appare più dura, più ospitale. Il calore è un cenno del cuore smarrito nel mio ventre. Luci- Il braccio ti avvolge, urta il cuore, mostra al suo compagno i tendini frementi. Riposo, ottengo gli occhi dalla luna. Morbide creature acquatiche introducono la presenza. Le loro carni sembrano mie, amori composti di voracità, nascosti nelle pieghe della vita. La schiena apre i suoi varchi nella tua luce. Appare deforme il pianeta dei venti, abitanti rissosi intrappolati nei corpi. Alimento la tua perdita nei festeggiamenti per l’estate, il gelo ansima al tuo contatto, movimenti liberi catturano con precisioni ogni lancio, il giorno mi spegne nei laghi di luci. Esplode- La notte osserva i fiori aprirsi. Le chiome degli alberi respirano nei polmoni, penetrano negli involucri tremanti, raggiungono il torrente in cui la carne scivola e gorgheggia. Delizia invisibile, apertura dell’ombra. Il volto evapora, la foresta esplode, rugiada in fiamme, un abbraccio senza inizio. Inondazioni- Il canto inonda la siepe trasparente, cristalli liquidi rigano le mani, le dita scorrono polvere animata. La pioggia è rapida nel cancellarmi, il vento tradisce la terra nell’unione col ghiaccio, improvvisa primavera cattura i polmoni, la felicità ingoia i respiri, nelle pieghe del volto il deserto consuma la vita. La presenza palpita di pressioni, nessun arrivo e nessuna partenza, il sole brilla ancora ma senza una direzione.