My videos, images, musics and others, that can be seen and freely downloaded by anybody from this web-site, may be considered "alternative"mainly because nobody has to pay to get them. I won't say anything about my own idea of video-art, images or art itself, because I hope my works are able to give enough informations about it. No explanations are needed.. Each video you can see in this web-site is part of a longer video I have produced and converted into MPEG2 for DVD. I only want to do one general statement: I use internet comunication because I believe that it has become a comunication instrument just as independent as cinema, TV or visual arts. My name is Virginio Sparavigna. I live in Italy.

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Il tuo calore imprime gioia nei vortici. Riconosco le parole, la grotta fiorisce nel cielo, una semplice mano aperta. Abbraccio di albero in albero nel cuore. Nessun testimone, il corpo estroflesso, assorbito durante il volo, ora il ciclo è completo, l’aria si posa sulla terra oltre la pelle, penetra, cessa la propria esistenza. Mi respira tra la vegetazione, nelle unioni risuona una intensità, sempre la stessa, molto diversa dal sogno, si espande ed allontana, lontana e presente. Il ronzio del controllo cessa. Nel calore del tempo la distrazione, l’attesa. La pressione della tua mano immersa nella terra, nello sguardo, radici limacciose. Non era il rifugio sperato. Non esisteva più la vita. L’amicizia era presente, presto sarebbe diventata irriconoscibile. Un accenno, un respiro del nulla immerge il frastuono urbano nel mio petto. Gli incontri si moltiplicano ed uniscono. Il cemento arrugginito serpeggia, si scioglie nel fiume luminoso. Abbraccio le pareti, sgorga il silenzio, la laguna avvolge il fiume, scambio di corpi, sudori. Per espandere la percezione assente soffocavo nella mia vita. Il petto si apre, vivo, accolgo. Rimuovo la luce. Il calore è assente. La sera nel vento, tra le terre, fiori, la gioia emoziona e gonfia. I vapori del mattino si adagiano nella pianura. Le emozioni contraggono la nascita, inondano i canali sonori, rilassano l’esistenza, incontrano il nuovo, il tuo corpo li avvolge, non li vede, non li desidera, li penetra, invisibili, trapassano nell’amore. Accade che il potere vibri per l’imbarazzo. Vorrei poterti raggiungere ma sono già tra gli alberi, la luce si raccoglie nel mio corpo ventilato, attorno ruota un sibilo, esce ed entra nel cuore. La brina estiva assorbe il mio tempo, esplode, bacia, allontana, migliora. Quando i fiumi evaporano, i cieli flettono nel cuore, i deserti si affollano allora tu, ora, per sempre, gli sguardi ti colgono, mansueti, al pascolo dei bagliori. Tra di noi legami, membra aperte. L’ardesia è ancora tiepida, i suoni della città svaniscono tra nuvole dei bagliori. Non ho imparato, sono stato mangiato al momento giusto. Il tuo abbraccio si spegne, accolgo l’aria, i canali si sono uniti, accolgo la tua presenza. Una sosta. E’ l’amore per il nostro amore. I fiori sussurrano, spingono le correnti, inumidiscono i passanti indaffarati. Ombre voluminose trattengono i suoni. La colazione ci coglie impreparati, la fame dolce come un bacio. La pressione diventa una rotazione, un sorriso, un profumo, fiumi trasparenti. La pressione decresce nel cuore, la mente un vaso da fiori, la notte recalcitra fra le umide ginocchia. Tu osservi le gioie del cuore, le luci inesistenti della penisola immersa, le gemme del silenzio provocano. Spinte industriose gemono nel mio piacere. Mattina affollata tra gli scogli, la visione è avvolta dalla salsedine, perdo il cuore, perdo gli occhi, perdo. Gli abbracci accolgono e cancellano. Non so come dirtelo. Il tuo volto appare vuoto. Nel nulla del tuo calore i fiori rigano la pelle, sollevano il bacino e abbracciano col tuo incontenibile amore, segnano una vita intera, mormorano al cuore, infine si insediano per sempre. Il luogo pulsa di te, traspare nella pelle il tuo morso, la tua grinta, vive il segno della tua presenza, le strade frammentano i cieli, raccolgono, girano incaute nel tuo popolo, arrancano nel tratturo invernale, il silenzio monta lungo la risacca, incontro il mio nemico, l’abbraccio, avvolto nell’epidermide di diamanti, arrotolo le labbra sopra i suoi capelli, la memoria sventola la fragranza delicata della vittoria. Ti penso, nel tuo arrivo ogni mia speranza. Vinco perdendo. Ottengo la tua presenza, ottengo la caduta dell’ombra, il precipitare dell’acqua nel vortice dei fiumi, funi di correnti mi traggono in alto, slanciano nel vento, i varchi vengono strappati, le chiome degli alberi si fondono, coprono il cielo, assumono la presenza del tuo volere, il fruscio della tempesta scuote il legname della casa, il vento alberga nel cuore, ora ci sei, ricomponi le note, non mi vuoi più, nel deserto del mattino prendi il meglio e lo offri a chi non vede, non sente ma ama per tradire e abbracciare le tue braccia, ancora e ancora. Le braccia afferrano il volto, nel cuore appare una traccia, le mani trattengono, il giorno allunga le pulsazioni, riflessi senza nome bruciano sulla pelle, il cielo del sole non mi lascia più, il giardino accetta le scuse, di fronte ai gerani gli ultimi rimorsi, ora che sai tutto aspettami, ricomponimi e prendi gli slanci, nella tempesta in arrivo i nostri nomi sono ben accolti. Le pareti capovolgono la direzione, le membra immote custodiscono il vento, nel cratere polmonare respiri con me, tenace, imperitura. Il tuo volto appare vuoto. Le pareti capovolgono la direzione, le membra immote custodiscono il vento, nel cratere polmonare respiri con me, tenace, imperitura. Strattonato dal tempo, temuto dal silenzio, accolto dalla palude nell’estuario. Il rifugio dona le sue colline ai vincitori. Incrostazioni nel legno, tra sabbia e sassi da guerra. ll gesto non mi batte, passa e affonda nella nebbia, senza vita, immerso tra sorgenti indifferenti. Cade il cielo, stella dopo stella il mare cancella il sogno celeste. Nessun perdono, perfetta accoglienza. Eccomi, sudato e grato, il mio fiato leviga le tue ginocchia.