Prima e dopo. - E' reale perché si dissolve, ciò che si dissolve genera le realtà che si dissolve mentre genera le realtà. La realtà che si dissolve mentre genera la realtà, effettivamente è il riassorbimento che riassorbendosi espande praterie di realtà dissolventi, qui ora, per sempre. Prima d'ogni prima, dopo di ogni dopo. L'uno senza l'altro non esistono, non sono comprensibili, non sono due, non sono uno né zero. Se si crede nell'apparizione di uno allora cessa il manifestarsi dell'altro, quando si manifestano entrambi non c'è nessun presente e nessun testimone. Detto in modo meno poetico e criptico: durante il riassorbimento e nel riassorbimento stesso si animano alcune realtà, diventano attive le visioni di altre realtà, quel diventare attive, mediato dalle visioni, rappresenta una emissione di realtà. Non bisogna mai scordarsi che si parla per entità dotate di ego, altre entità non conoscono né emissione né riassorbimento, sono oltre il livello delle definizioni, livello nel quale ci si muove ora. Le animazioni sono animate per entità individuali ed individuabili. Il riassorbimento rende animato l'habitat di una entità individuale in modo tale che quell'animazione, nel suo complesso, dissolve l'individualità, non solo la propria, fino al punto in cui si può dire che una individualità è presente ma non individua più nulla. La presenza non si cancella, il riassorbimento non cancella le presenze, di ciò esiste una traccia non chiara nello Samkya. Ovviamente quelle presenze sono non esistenti e neppure il riassorbimento esiste in sé. L'esistenza è il metro di misura dell'individualizzabile, altrove non si ha esistenza. L'altrove è fatto di evocazione fin quando se ne parla, quando l'altrove si anima non se ne parla più.
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