Yoga di mani e di piede: mutare le mani e i piedi per trasformarne
scioltezza e muscolature e favorire la possibilità di percepire tramite
le
stesse mani e gli stessi piedi.
Le mani e i piedi sono aperture sempre aperte alle percezioni di
interno ed esterno; la loro attività può contribuire a far
confluire
le percezioni di interno ed esterno in numerose percezioni di
qualcosa di unificato, per esempio l'aria potrebbe apparire molto
viva, organica e morbida e, allo stesso tempo, il corpo potrebbe
sembrare composto di quella stessa aria.
Ancora, appoggiandosi a un muro potrebbe capitare di percepirlo pulsante
e
vivo, ovvero l'abitudinaria divisione fra vivente e non vivente potrebbe
svanire.
A volte le mani e i piedi possono essere percepiti così vivi e
sensibili da sembrare del tutto autonomi dal resto del corpo.
Non è di grande aiuto legarsi ad alcun tipo di rappresentazione
corporea sia che si di consideri il corpo come una entità unica sia
che si consideri il corpo come un insieme di parti.
Acquisire la capacità di sostenere il proprio corpo con le mani
rafforza
e rende flessibili l'intera connessione mani-braccia-spalle.
Mani flessibili e forti in senso yogico possono essere di grande aiuto
affinchè le mani diventino molto percettive.
Forza ed elasticità hanno senso solamente in relazione ad ogni singola
ed individuale condizione fisica: per qualcuno forza ed elasticità
potrebbe
voler significare sorreggere il proprio corpo in qualche asana per minuti,
per qualcun altro potrebbe significare semplicemente appoggiare
il proprio corpo sulle mani nell'emulazione di qualche asana per
appena qualche secondo.
La forza , nello yoga, non va legata con l'idea di grande resistenza
a uno sforzo o capacità di esercitare molta forza,
ma va legata all'acquisizione della consapevolezza di esercitare
una certa determinata pressione nel e sul proprio corpo.
A persone diverse corrispondo corpi diversi e possibilità di esercitare
pressioni a loro volta diverse; tuttavia ogni individuo può acquisire
indipendentemente dai prorpi limiti fisici strutturali la consapevolezza
della pressione esercitata, quale che essa sia.
Aver tentato di chiarire cosa mai sia la forza di cui si parla nello yoga,
risulta particolarmente utile per trattare del risveglio della percezione
nei
piedi.
Al contrario delle mani, i piedi sono costantemente sotto sforzo, non avrebbe
molto senso parlare dello sviluppo della forza nei piedi se non in casi
individuali molto particolari spesso legati a qualche patologia.
Ciò che potrebbe avere molto senso per i piedi è riuscire
a mutare l'abitudine
a percepire l'utilizzo dei piedi come un atto legato all'esercizio di forza,
nella consapevolezza che i piedi non esercitano forza ma praticano pressioni
in moltissime direzioni. La molteplicità di pressioni praticata mediante
i piedi è una delle più immediate ed inevitabili forme di
contatto praticate.
Esercitarsi lungamente in asana che si possono assumere sorreggendosi su
un
solo piede concentrandosi su ciò che succede ad ogni piccola parte
del piede
spesso è sufficente ad inibire l'abitudine di avvertire lo sforzo
esercitato
dal piede come una pratica legata all'esercizio della forza.
- Il criterio che uso per me per valutare la correttezza della pratica della
pressione sui piedi è il manifestarsi della percezione del mio piede
come
di un organismo autonomo da me ,composto da innumerevoli parti vive ed agili.
Se,viceversa, compaiono subito fatica e stanchezza vuol dire che sono o
troppo stanco o troppo distratto per praticare l'asana in questione.