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La definizione insistente opera esclusivamente per comporre una entità riconoscibile. - La definizione insistente esiste per creare forme di individuazione. Ciò che viene individuato può essere riconosciuto, ciò che non può essere individuato, semplicemente non esiste. La pratica della definizione insistente e le individuazioni che quella compone, costituiscono un processo che riconosce la propria esistenza esclusivamente mediante il proprio funzionamento. Se si supponesse quel processo come una forma di esistenza che va molto al di là dell'essere una semplice somma delle proprie parti note, ovvero l'attività del definire e il definito stesso, si potrebbe dire : - il processo esiste poichè non dipende, per esistere, dalla propria individuazione. Se, al contraio l' esistenza di quel processo dipendesse dalla individuazione del processo stesso, se la praticabilità di quella individuazione dovesse essere davvero successiva alla definizione insistente della esistenza di quel processo , allora non esisterebbe mai alcun ente capace di alcunchè. Se l'ente compare prima della sua stessa individuazione, esso non è capace di autodefinirsi. Se non si autodefinisce, non esiste. E se quel processo venisse definito da un altro ente allora quel processo non sarebbe possibile. Allora, si può aggiungere, ciò che davvero si svolge in assenza di quel processo è una semplice attribuzione di forme di identificazione. Ma considerando che le forme di identificazione identificano in ogni caso, a loro volta, gli enti che le formalizzano, come mai gli enti che le formalizzano negano di essere a loro formalizzati da ciò che hanno appena formalizzato?