Qualcosa di noto si manifesta o non si manifesta.
Ciò che non è noto non può nè essere vero nè essere falso.
Affermare il vero o il falso è effettivamente possibile?
Affermare un evento notoriamente vero come falso è cosa diversa da affermare una cosa falsa perchè ritenuta vera?
Se la diversità è effettiva allora il secondo caso indica il verificarsi di un errore e il primo caso indica una volontà di affermare qualcosa di diverso dal vero.
Cosa sfugge?
" falso" è una sorta di eccesso linguistico, esso rappresenta quanto meno il verificarsi di due azioni: l'azione di voler evitare il vero
o l'azione di ignorare il vero generalmente .
Naturalmente può verificarsi il caso di una affermazione che sia vera prima che si verifichi un determinato evento e falsa dopo che un determinato evento si sia verificato.
Ma non basta.............
E' veramente possibile dire qualcosa di vero e qualcosa di falso?
In generale è possibile dire qualcosa di così accurato e preciso da essere o vero o falso o ambiguo?
E quanta importanza ha la possibilità di affermare qualcosa di vero o falso + qual ' è il motivo per dire qualcosa di falso + il motivo di dire qualcosa di vero?
Si può dire qualcosa, non è interessante che sia vero o falso, è interessante che quel qualcosa che si afferma funzioni in qualche modo.
Si può ridefinire la logica delle facoltà di espressive umane come, in generale, la possibilità di
a-esprimere qualche tipo di esistenza
b-creare talvolta, per motivi particolari e precisi, dei percorsi di esistenza obbligati.
Purtroppo, la possibilità per una proposizione di essere vera o falsa, e a maggior ragione di una espressione matematica, esiste solo all'interno di un concreto evento, che può essere anche astratto come evento, ma nel momento in cui viene nominato diventa alquanto concreto, a meno che non si affermi che le proprie affermazioni non esistono in nessun luogo, nemmeno ora.
La possibilità di affermare il vero o il falso, in realtà ,afferma l'esistenza di una affollata sequenza: esiste colui che l'afferma, esiste il linguaggio che la esprime, esiste il fatto che essa funziona e agisce, solamente dopo che è stata decisa e voluta. Alla fine di tutto ciò, anche se essa viene estremamente formalizzata, è più concreta del tostapane.
In ogni caso è effettivamente possibile generare un percorso di senso che obbedisce alla costruzione logica vero/falso.
Un percorso di senso è lecito all'interno dei propri limiti al di fuori dei quali non funziona, ovvero non ha senso.
La logica vero/falso fa funzionare un senso che non ha che fare, per esempio, con il senso dell'amicizia, col senso dell'amore, col senso del movimento.
Non è possibile utilizzare strumenti logici, pretendere una coerenza logica, per descrivere sentimenti.
Purtroppo un pregiudizio antico spinge molte persone a ritenere che la logica debba essere la categoria di senso che verifichi la realtà della maggior quantità di sensi possibili.
Eppure la logica è solo un senso fra molti e ogni persona non condivide gli stessi sensi di un'altra.
Per di più non ha senso definire l'estensione dei sensi possibili.
Se da una parte è non sensato tentare di distruggere la possibilità di esistenza della logica, d' altra parte è altrettanto insensato non riconoscere il fatto che è possibile parlare e comunicare in termini logici solo qualche volta.