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Un attacco improvviso per un bambino è un attacco improvviso.
Resta un attacco improvviso anche per una bambina.
Per un adulto un attaccco improvviso è una fuga nel passato.
Senza colore rompe il pianto, s'accalora
perde nel silenzio il volto
dolorosamente conquistato.
Scende la mano,
si attacca alla fune che conduce alla fuga.
Si rompe nel silenzio-quello di prima.
Entra dentro e mastica amaro.
Un cane viene in aiuto durante l'attacco.
Mordicchia i peli del braccio
e cerca, poi, di scoparti.
E' un cane giovane.
L'attacco prosegue.
Non è più improvviso.
L'attacco rompe l'illusione del possesso
di una violenza sofisticata, dominio massimo,
delirio trito.
Chi cade muore, il mucchio s'ingrossa.
Le urla lasciano profonde cicatrici nel mare.