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L'aria brucia vicino al supermarket.
Appena fuori dalla doccia si guarda gli occhi
che brillano senza motivo.
La sera estiva rende i corpi naturalmente eccitati.
Nel silenzio gli alberi del parco vibrano
e trapassano con prontezza gli animali inquieti.
Non ti voglio ospitare,
era tardi,
la brezza intorpidisce.
Poi mi hai abbracciato, slanciato,
pagato,
e così resistere non è più necessario.
Ora non ho più porte da chiudere.
La luce si distacca con prepotenza dalle tue guance,
le graffia involontariamente,
mi lascia disorientato-