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poetry

La notte riga i tuoi ultimo volti di una gioia inquieta.
Mi avvicino in silenzio,
temo il preludio dei tuoi umori segreti, desiderabili.
Mi guardi come un amico nebbioso,
rinuncio a toccarti,
bacio la tua aria.
Mi inginocchio nella neve, lascio tremare le membra,
penso al tuo tocco lontano e piango,
per la tua assenza, per il tuo contatto.
Mi vedi e gemi, ricordi il dramma del piacerti.
Qui , nell’oceano di luce, non puoi temere nulla,
ti tuffi in onde schiumose di vertigine e gioisci dolcemente, per ricongiugerti.